Certificazione Canna Fumaria: È Obbligatoria e Quali Documenti Servono
Certificazione della canna fumaria: quando è obbligatoria, che differenza c'è fra dichiarazione di conformità, libretto e rapporto di controllo, e cosa serve su un impianto esistente.
Non esiste un unico documento chiamato “certificazione della canna fumaria”. Esistono documenti diversi con funzioni diverse: la Dichiarazione di Conformità per impianti nuovi o modificati, il Libretto d’Impianto come archivio, il Rapporto di Controllo per ogni manutenzione, e la relazione tecnica quando serve attestare lo stato di un impianto esistente privo di documentazione.
Confonderli è comune, e porta a chiedere al tecnico sbagliato un documento che non può rilasciare.
I quattro documenti e a cosa servono
| Documento | Quando | Chi lo rilascia |
|---|---|---|
| Dichiarazione di Conformità (DiCo) | Impianto nuovo, modificato o ampliato | Impresa installatrice abilitata ai sensi del DM 37/08 |
| Libretto d’Impianto | Per tutta la vita dell’impianto | Istituito alla prima installazione, aggiornato dal manutentore |
| Rapporto di Controllo | A ogni intervento di manutenzione | Il manutentore, allegato al libretto |
| Relazione tecnica su stato di fatto | Impianto esistente senza documentazione | Tecnico, sulla base di videoispezione |
Quando serve davvero
Impianto nuovo o modificato
Se installate una canna fumaria, la sostituite, la intubate o vi collegate un generatore diverso, l’intervento rientra nel DM 37/08. L’impresa abilitata rilascia la Dichiarazione di Conformità con gli allegati obbligatori: relazione dei materiali, schema dell’impianto e riferimento alle norme applicate — tipicamente UNI 10683 per la biomassa e UNI 7129 per il gas.
Questo documento non è opzionale ed è quello che vi verrà chiesto in caso di compravendita, di pratica edilizia o di accesso a detrazioni fiscali.
Impianto esistente e mai modificato
Qui nasce l’equivoco più frequente. Nessuno può rilasciare oggi una Dichiarazione di Conformità per un impianto installato vent’anni fa da altri: la DiCo attesta chi ha eseguito i lavori e in che modo, e non è un certificato di idoneità emettibile a posteriori.
Quello che si può fare è documentare lo stato di fatto: una videoispezione con relazione tecnica e fotografica che descrive materiale, sezione, integrità, presenza di crepe o distacchi e condizioni di tiraggio. È il documento che, nella pratica, risolve la richiesta “mi serve la certificazione della canna fumaria” quando l’originale non esiste.
Il caso più comune: la stufa nuova sulla canna vecchia
È la situazione che incontriamo più spesso. Si acquista una stufa a pellet, la si collega al condotto esistente e ci si ferma lì.
Due problemi. Il primo è documentale: il collegamento di un generatore è un intervento sull’impianto e richiede la Dichiarazione di Conformità dell’installatore abilitato. Il secondo è tecnico, e più serio: una canna dimensionata per un camino aperto non è compatibile con una stufa a pellet. La sezione è troppo ampia, i fumi rallentano, si raffreddano e condensano. Il risultato è catrame, e a volte è un incendio di canna fumaria.
La verifica di compatibilità viene prima del documento, e viene prima dell’acquisto della stufa.
Che cosa facciamo
- Videoispezione con relazione tecnica e fotografica per attestare lo stato di un impianto esistente.
- Verifica di compatibilità fra condotto e generatore prima di un collegamento.
- Intubamento e installazione a norma UNI 10683 e UNI 7129, con Dichiarazione di Conformità.
- Rapporto di Controllo e Manutenzione e aggiornamento del Libretto d’Impianto a ogni intervento.
Interveniamo a Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Trento, Brescia e Mantova.
Approfondisci il servizio
Intubamento e Installazione Canne Fumarie →Domande frequenti
La certificazione della canna fumaria è obbligatoria?
Per un impianto nuovo o modificato sì: al termine dei lavori l'installatore abilitato ai sensi del DM 37/08 rilascia la Dichiarazione di Conformità, che è il documento che attesta l'esecuzione a regola d'arte. Per un impianto esistente e mai modificato non esiste una 'certificazione' da produrre a posteriori: esistono la documentazione di manutenzione e, se serve attestarne lo stato, una relazione tecnica basata su videoispezione.
Che documento serve per una canna fumaria esistente senza documentazione?
Non si può emettere a posteriori una Dichiarazione di Conformità per un impianto installato da altri: la DiCo attesta chi ha eseguito i lavori. Quello che si può fare è una verifica documentata dello stato di fatto — videoispezione con relazione tecnica e fotografica — che descrive la situazione reale del condotto. È il documento che viene richiesto in compravendita quando la documentazione originale manca.
Serve una certificazione per collegare una stufa a pellet a una canna esistente?
Collegare un generatore a un condotto è a tutti gli effetti un intervento sull'impianto, e come tale rientra nel DM 37/08 con rilascio della Dichiarazione di Conformità da parte dell'installatore abilitato. Prima però va verificato che il condotto sia compatibile con il nuovo generatore: sezione, materiale e tiraggio. È il passaggio che viene saltato più spesso, ed è quello che causa i problemi successivi.
Esiste un modulo o un fac-simile di certificazione della canna fumaria?
I modelli di Dichiarazione di Conformità sono allegati al DM 37/08 e vanno compilati dall'impresa installatrice abilitata, non dal proprietario: non è un modulo da scaricare e firmare. Allo stesso modo, i modelli di Libretto d'Impianto e di Rapporto di Controllo sono definiti dal DM 10 febbraio 2014 e compilati dal manutentore.
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Questa guida è informativa. Per un sopralluogo o un preventivo, i nostri tecnici operano nelle province di Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Trento, Brescia e Mantova.