Canna Fumaria in Eternit: Cosa Fare, Chi Può Rimuoverla e Come Sostituirla
Canna fumaria in eternit o amianto: come riconoscerla, perché non va toccata, chi è autorizzato a rimuoverla e come si sostituisce con un intubamento a norma.
Una canna fumaria in eternit non va toccata, tagliata o demolita: la rimozione è riservata per legge a imprese iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 10, con piano di lavoro notificato all’ASL. Se il condotto è integro, l’alternativa più frequente non è la demolizione ma l’intubamento: una tubazione in acciaio inserita all’interno, che isola i fumi e lascia il materiale confinato.
Se avete cercato “canna fumaria in eternit” probabilmente avete appena scoperto — o sospettato — che il tubo grigio che esce dal vostro tetto è in cemento-amianto. È una scoperta che allarma, e la prima reazione istintiva è quella sbagliata: salire e rimuoverlo.
Questa guida spiega come riconoscerlo, che cosa dice la legge, chi può intervenire e quali sono le opzioni reali.
Che cos’è la canna fumaria in eternit
“Eternit” è il nome commerciale del cemento-amianto, un materiale composto da cemento e fibre di amianto che è stato usato in edilizia per decenni: coperture ondulate, tubazioni, serbatoi e — molto spesso — canne fumarie.
Era economico, resistente al calore e facile da posare. Per questo lo si trova in una quantità enorme di edifici costruiti o ristrutturati fra gli anni Cinquanta e i primi anni Novanta. La Legge 257/1992 ne ha vietato estrazione, importazione, commercializzazione e produzione, ma non ha imposto la rimozione immediata di tutto ciò che era già installato.
Questo è il punto che genera più confusione: l’amianto in opera non è automaticamente fuorilegge. Quello che la normativa impone è la valutazione del suo stato di conservazione.
Come riconoscere una canna fumaria in eternit
Non esiste un riconoscimento visivo certo, ma ci sono indizi affidabili:
| Indizio | Che cosa osservare |
|---|---|
| Epoca dell’impianto | Installazioni fino ai primi anni Novanta: il periodo in cui il cemento-amianto era lo standard |
| Aspetto | Tubo grigio cemento, rigido, spesso a sezione circolare, superficie leggermente ruvida o fibrosa |
| Giunzioni | Elementi modulari innestati l’uno nell’altro, spesso sigillati con malta |
| Stato superficiale | Se degradato: superficie che si sfalda, aspetto “peloso”, scaglie o polvere alla base |
| Documentazione | Progetti o capitolati dell’epoca che citano “tubo in cemento-amianto” o marchi commerciali del periodo |
La certezza si ottiene solo con un’analisi di laboratorio su un campione prelevato da personale abilitato. Non staccate un pezzo per farlo analizzare: il prelievo è esattamente l’operazione che libera fibre.
Perché non si può rimuovere da soli
La rimozione di materiali contenenti amianto è un’attività regolata dal D.Lgs 81/08, Titolo IX Capo III e dal D.Lgs 152/2006. In pratica servono:
- un’impresa iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 10;
- un piano di lavoro notificato all’ASL competente prima dell’inizio;
- personale formato, dispositivi di protezione adeguati e procedure di confinamento;
- smaltimento in discarica autorizzata con formulario di identificazione del rifiuto.
Demolire un tubo in cemento-amianto con un martello è il modo più diretto per trasformare un materiale stabile — che stava rilasciando pochissimo — in una contaminazione diffusa dell’abitazione. Oltre alle sanzioni, è un danno che non si annulla.
Le tre opzioni possibili
1. Rimozione e sostituzione
È l’intervento definitivo: l’impresa autorizzata rimuove e smaltisce il condotto, e successivamente si installa una nuova canna fumaria a norma, tipicamente in acciaio inox a doppia parete. È la strada obbligata quando il materiale è degradato o friabile, o quando l’edificio è oggetto di una ristrutturazione che comunque interessa la copertura.
2. Intubamento del condotto esistente
Se il condotto è integro, compatto e di sezione sufficiente, si può inserire al suo interno una tubazione in acciaio. I fumi non toccano più il cemento-amianto; il materiale resta confinato e non sollecitato; il tiraggio in genere migliora, perché la nuova sezione è dimensionata sul generatore reale invece che su un camino di cinquant’anni fa.
È spesso la soluzione con il miglior rapporto fra costo, durata e disagio. Richiede però una videoispezione preliminare per verificare sezione interna, integrità e assenza di ostruzioni: non è una decisione che si prende da terra guardando il comignolo.
3. Confinamento o incapsulamento
Trattamenti che isolano il materiale senza rimuoverlo. Hanno senso in casi specifici valutati da un tecnico competente, e comportano l’obbligo di controlli periodici nel tempo. Su una canna fumaria in esercizio sono raramente la scelta più pratica, perché il condotto resta comunque un elemento sollecitato termicamente.
Che cosa facciamo noi, e che cosa no
Siamo chiari sui confini, perché in questa materia l’ambiguità è pericolosa.
Non rimuoviamo l’amianto. Non è la nostra attività e richiede l’iscrizione all’Albo in categoria 10.
Ci occupiamo del lato fumario: videoispezione del condotto esistente per capire se l’intubamento è praticabile, progettazione e installazione della nuova canna fumaria a norma UNI 10683 e UNI 7129, intubamento in acciaio inox, collegamento del generatore e rilascio della documentazione.
Se la rimozione è necessaria, interveniamo dopo che un’impresa autorizzata ha completato e documentato la bonifica.
Da dove iniziare
- Non toccate il condotto. Nessun campione, nessuna prova, nessuna spazzolatura.
- Documentate lo stato con fotografie da distanza di sicurezza.
- Fate valutare l’impianto: una videoispezione dice se il condotto è integro e se l’intubamento è possibile, che è l’informazione da cui dipende tutto il resto.
- Se serve la bonifica, rivolgetevi a un’impresa iscritta in categoria 10.
Se l’impianto è a Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Trento, Brescia o Mantova, possiamo eseguire la videoispezione e dirvi quali opzioni avete, con un preventivo per la parte fumaria.
Approfondisci il servizio
Intubamento e Installazione Canne Fumarie →Domande frequenti
Posso rimuovere da solo la canna fumaria in eternit?
No. La rimozione di materiali contenenti amianto è riservata a imprese iscritte all'Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 10, con piano di lavoro notificato all'ASL competente. Farlo da soli è vietato, è pericoloso perché la demolizione libera fibre, e comporta sanzioni. La rimozione fai-da-te è anche il modo più efficace per trasformare un materiale stabile in una contaminazione diffusa.
Una canna fumaria in eternit murata è pericolosa?
Finché il materiale è compatto, non friabile e non viene sollecitato, il rilascio di fibre è basso: è il motivo per cui la legge non impone una rimozione immediata e generalizzata, ma la valutazione dello stato di conservazione. Il problema nasce quando il materiale si degrada, si sfalda o viene forato, tagliato o demolito. Una canna murata va quindi valutata, non necessariamente rimossa subito.
Come faccio a sapere se la mia canna fumaria contiene amianto?
L'indizio più comune è l'epoca: i condotti in cemento-amianto sono stati installati diffusamente fino ai primi anni Novanta, quando la Legge 257/1992 ne ha vietato l'impiego. L'aspetto tipico è un tubo grigio, rigido, con superficie leggermente fibrosa. La certezza si ha solo con l'analisi di laboratorio su campione, prelevato da personale abilitato: non da un frammento staccato da voi.
Si può intubare una canna fumaria in eternit invece di rimuoverla?
In molti casi sì, ed è spesso la soluzione più sensata. L'intubamento inserisce una tubazione in acciaio all'interno del condotto esistente: i fumi non toccano più il cemento-amianto, il tiraggio migliora e il materiale resta confinato e non sollecitato. Serve prima una videoispezione per verificare che la sezione interna sia sufficiente e che il condotto sia integro.
Serve un intervento professionale?
Questa guida è informativa. Per un sopralluogo o un preventivo, i nostri tecnici operano nelle province di Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Trento, Brescia e Mantova.